La passione di Gesù (Lc cc. 22-23)

In questa lectio vedremo due momenti: alcuni particolari esclusivamente lucani; Gesù evangelizzatore nella passione.



1. Alcuni particolari esclusivamente lucani

Un bacio impedito? (Lc 22, 39-48).
Il testo greco lascia intuire che Luca non presenta il bacio di Giuda, come fanno gli altri sinottici; ma parla di un tentativo da parte di Giuda di baciare Gesù. Gesù fermò Giuda con una parola…
Perché questo? Avrà voluto dire a Giuda: Giuda, fino a che punto…? Avrà voluto impedire che Giuda si macchiasse di una vergogna maggiore di fronte a Dio ed alla storia? Fatto è che Giuda (almeno sembra) non riesce a sigillare il suo tradimento con un bacio.

L’ultima guarigione di Gesù (Lc 22, 49-51).
Durante la cena, Gesù, parlando dell’ultimo combattimento, contro il male ed utilizzando un linguaggio apocalittico, aveva fatto il discorso della spada (Lc 22, 35-38). I suoi discepoli, fraintendendolo, tirarono fuori due spade. Ma Gesù con un “basta” categorico, che ripeterà anche a Pietro, dà ancora una volta una lezione di non violenza e subito dopo guarisce il servo del sommo sacerdote, anche se si tratta di un nemico.

L’incontro con Erode Antipa (Lc 23, 8-12).
Anche questo episodio è riportato solo da Luca. Il perché di questo si può trovare in At 13,1. Parlando di lui, Gesù utilizzò il termine “alopex”, che può significare sia volpe (politico astuto), come sciacallo, che era ritenuto un animale impuro: Erode era un vizioso. Gesù di fronte a lui non disse una parola. Fa pensare il silenzio di Gesù di fronte ad una persona che rappresentava la vacuità, la stupidità della dolce vita, la spensieratezza del gaudente.

L’ultima parola di Gesù morente (Lc 23, 46).
In Luca, la prima volta che Gesù fa esplicitamente riferimento al Padre è nella risposta che egli dà alla madre, che lo rimprovera (Lc 2,49). L’ultima volta è quando consegna il suo spirito nelle mani del Padre (Lc 23,46). Sulla bocca di Gesù morente Luca non mette le parole angosciose del Salmo 22, ma queste parole, che esprimono il sereno e fiducioso abbandono di Gesù nelle mani del Padre.
La Bibbia ci dice che anche Stefano è morto dicendo queste parole (At 7, 59). La storia, poi, afferma che furono le ultime parole anche di Policarpo da Smirne, S. Basilio, S. Bernardo di Chiaravalle, San Luigi, Lutero. La morte è l’ultima carta d’identità del credente, forse la più vera.

2. Gesù evangelizzatore nella passione secondo Luca.

Nel racconto della passione Luca offre dei particolari, delle sottolineature che presentano Gesù come Maestro ed Evangelizzatore.

Gesù umiliato (Lc 22, 63-65)
Ha avuto l’occasione nel settembre del 1996, a Tirana, P. Lulli, un gesuita che per 40 anni circa ha sofferto carcere, torture, lavori forzati: il racconto che mi ha fatto mi ha reso convinto che quanto Luca dice in questa pericope è una scena attualissima. Anche i catechisti, i sacerdoti che sono stati torturati, uccisi dalle dittature di destra, nell’America Latina, potrebbero farci lo stesso racconto e anche peggio.
Qui, nel brano evangelico quando dicono a Gesù: “indovina chi ti ha colpito?” (v. 64), cercano di colpire il Cristo proprio in ciò che gli è più caro, cioè la sua dignità e missione profetica.
Coloro che percuotono, offendono Gesù, sono guardie romane, anch’esse umiliate, offese, tante volte, dal potere a cui prestano servizio. Non potendo ribellarsi ai loro superiori, scatenano la loro rabbia su chi è più debole di loro; in questo caso Gesù, il Profeta, il Rabbì di Nazaret.
San Pietro, nella sua 1^ lettera 2, 22-23, ci offre una interpretazione della scena offerta da Luca.

Gesù tentato (Lc 23, 35-39)
Queste proposte ripetono le tentazioni del deserto; anche allora Satana aveva proposto a Gesù un messianismo di potere. Se Gesù avesse ascoltato i suoi persecutori e fosse disceso dalla Croce, avrebbe offerto all’umanità l’immagine di un Dio potente, dominatore del quale ci si può servire, per nutrire i propri sogni di potere. Invece ha voluto offrire l’immagine di un Dio, che sa anche svestirsi della sua potenza (cfr Fil 2, 6-7), per condividere la debolezza degli uomini: un’immagine inedita in tutta la storia delle religioni. Tra i fondatori delle altre religioni c’è qualcuno che ha fatto altrettanto?

Gesù evangelizzatore (Lc 23, 39-43)
E’ l’ultima conversione operata da Gesù. Nei giorni in cui avvenivano le esecuzioni capitali a Gerusalemme, era facile sentire urla, imprecazioni, bestemmie, maledizioni contro Roma ed i suoi soldati. La zona del Golgota offriva sempre uno spettacolo violento e disperato.
Il brigante, che era sempre vissuto in un ambiente di violenza, di odio, di rapina, scopre, in Gesù che soffre senza inveire o maledire, un’umanità diversa, rientra in se stesso, si riconosce e tira fuori quel fondo di onestà che c’è in ogni uomo e riceve il biglietto d’ingresso del regno.
Un’analoga conversione avviene anche in Mc 15,39; e qui si tratta di un centurione romano, esecutore di turno delle condanne. Gesù evangelizza anche quando non parla più.