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Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro – Squillace
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I discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35) Si tratta di un racconto di risurrezione, contrassegnato da tre momenti: l’avvicinamento anonimo del Risorto ai suoi; il riconoscimento; la reazione di gioia. Si avvertono nel racconto forti agganci con l’esperienza ecclesiale della comunità primitiva (l’annuncio evangelico – la liturgia).
Non appartengono agli undici; sono tuttavia due uomini super coltivati: hanno lasciato le loro famiglie e sono vissuti con Gesù e la comunità apostolica. Luca li presenta “itineranti” e lo fa, nel testo greco con una certa enfasi, per richiamare, in tal modo, la nostra attenzione sull’aspetto itinerante della Chiesa, popolo in cammino. 2. Gesù si avvicina (vv. 15-19 a)
E cammina con loro, inizialmente stando in silenzio; in tal modo viene accettato dai due discepoli, perché notano in lui un uomo discreto, non impiccioso, non invadente. 3. Una catechesi mancata (vv. 19 b – 20)
I due discepoli annunciano la buona notizia; ma si fermano al venerdì santo, la morte di Gesù; poi tirano fuori tutta la loro delusione ed amarezza. Ci troviamo di fronte ad un tipico e frequente caso di catechesi incompleta. I fatti, che vengono ricordati, restano avvolti da un’atmosfera fallimentare. I due discepoli sono incapaci di aprirsi uno spiraglio di speranza… 4. Gesù catechista riuscito (vv. 25-27)
La sua catechesi si apre con un attacco (v. 25). “Siete stati poco intelligenti e lenti nel credere alla S. Scrittura”. Poi conduce i due discepoli sulle piste della Bibbia (Mosè, i Profeti…). 5. La cena (vv. 28-32)
Era usuale, presso gli Ebrei accogliere, facendo anche un po’ di pressione nel rivolgere l’invito. |