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  RITROVARSI DOPO VENT'ANNI NELLA GIOIA E NEL RICORDO DI ESPERIENZE INDIMENTICABILI
 

 

   Perché, dopo venti anni di assenza delle "Suore Immacolatine" a Porto mi è venuta l'idea di effettuare un volo per trascorrervi le ferie estive?
Nostalgia, reminiscenza, curiosità, ricordi, bisogno di pace e di silenzio? Forse tutti o nessuno di questi elementi hanno contribuito, ma debbo affermare, senza ostentazione che lo Spirito Santo ha avuto un ruolo predominante, dandomi il coraggio di staccare la spina, di chiedere l'approvazione benevolmente concessa dalla mia madre generale e partire senza esitazione. Ed eccomi a Porto, come risvegliata da un sogno, immersa in una realtà mai interrotta, dove incontro volti riconosciuti familiari, altri perduti nella memoria ormai indebolita e limitata, ma subito affiorati ben nitidi, perché ad ognuno è legata una storia personale.
Il racconto di quegli anni passati insieme si è snodato e rivissuto come la sequenza di un filmato: catechesi, incontri, preghiera notturna, falò, gite, preparazione ai sacramenti, partecipazione alla liturgia sia in parrocchia che in santuario: questo è l'humus formativo di crescita dei ragazzi che ora sono papà e mamme di famiglia o e persone impegnate nel servizio del volontariato.
Ho goduto di una accoglienza squisita e generosa propria della gente calabrese che a distanza di anni ha conservato intatta l'amicizia, l'affetto e il ricordo.
Ho ritrovato il santuario, non solo condotto a termine nella sua struttura ma funzionale e luogo di preghiera e di invito alla conversione, alla vera devozione mariana, alla partecipazione alla liturgia e ai sacramenti, grazie alla presenza non emblematica, ma viva ed operante di don Erminio Pinciroli che con il suo zelo incessante evangelizza e sparge il seme della Parola di Dio sia nelle affollate assemblee che durante le quotidiane celebrazioni.
Ben curati gli spazi adiacenti al santuario che invitano al rispetto dell'opera di Dio e dell'uomo, dove tutto concorre come invito alla pace, all'armonia con se stessi e con gli altri. Fruttuosa e serena la convivenza occasionale con le Suore Francescane dell'Immacolata di Catanzaro, che ha fatto sperimentare quanto "è bello stare insieme ed amarci come ami tu", anche fuori dall'ambito della propria comunità e vivere una esperienza intercongregazionale all'insegna dell'unità e carità di Cristo.
Un invito a tutti i gimiglianesi a vivere e lavorare insieme per la costruzione di un mondo migliore che affonda le sue radici nella palata di terra che ognuno ha sottratto al proprio podere, per espandere lo spazio dove far crescere l'albero che darà ombra, fiori e frutti nel futuro.
Ringrazio caldamente tutti ed ognuno (tralascio i nomi per non cadere nelle omissioni) per l'accoglienza, la disponibilità, le dimostrazioni di amicizia mai smentita e invoco dalla Vergine di Porto la sua particolare protezione che voi già sperimentate.
La mia permanenza a Gimigliano è stata di breve durata, ma non conclusa; porto con me il verde delle vostre montagne, il mormorio e la freschezza dell'acqua, il sapore e il gusto dei vostri prodotti, ma soprattutto conservo nel mio cuore le vostre gioie, i vostri dolori, le attese e le trepidazioni, partecipo all'angoscia dei cuori feriti, alle delusioni di speranze infrante.
Mi sento vicina ad ognuno e ad ognuno dico di tenere alta la fiaccola della fede che non deve per nessun motivo spegnersi, conservare e alimentare la speranza, appoggiarsi sulla carità che tutto supera e allora ogni giorno alla finestra della vostra casa si affaccerà la primavera.

di Suor Virginia Laguzzi