| |
Mi sono chiesto più volte quali sentimenti può suscitare in noi la scelta e la proclamazione della Madonna di Porto, quale Patrona della nostra Provincia. Certamente un sentimento di soddisfazione: nella vita, in genere, sentirci ricordati, apprezzati, valorizzati, fa sempre piacere a tutti e specialmente a chi crede ed opera per l'affermazione di determinati valori.
Poi un sentimento, quasi di protezione: insicuri come il nostro tempo ci rende, cercare protezione in Maria, è più che normale. Ma se ci fermiamo a questo livello e tanti, purtroppo, lo fanno, corriamo il rischio di nuocere a noi stessi e di non praticare una sincera devozione alla Madonna.
La devozione alla Madonna diventa vera ed efficace nel momento in cui ci decidiamo ad accettare in Maria un modello da imitare.
A Lei possiamo chiedere qualsiasi cosa, purché rientri nel piano di Dio, ma lasciamo anche a Lei la libertà di farci delle richieste: prima richiesta, l'impegno di fare della nostra vita un cammino di conversione.
Ritornando a Porto nel 2002, non più come amministratore, ma come Rettore, con la responsabilità eminentemente pastorale, riflettendo più volte, nella preghiera, a ciò che ha dato origine a questo Santuario, facendo soprattutto esperienza del servizio delle confessioni, mi sono convinto che a dare origine al Santuario di Porto non possono essere stati soltanto un sogno, una cona, qualche miracolo. C'è stato un elemento fondatore di non trascurabile attenzione che è dovuto alla conversione di Pietro Gatto, un giovane sbandato che ha costruito una cona un po' storta e poi ha raddrizzato la sua vita. Sono convinto che se non ci fosse stato questo miracolo di conversione, la cona avrebbe fatto la fine delle altre tante cone del nostro territorio. Quante volte, uscendo dal confessionale, dopo aver costatato il ritorno a Dio di persone, che si erano per lunghi anni allontanate, mi sono detto: "La grazia della conversione che la Madonna ha concesso a Pietro Gatto continua a concederla a tanti pellegrini".
Se la Patrona della Provincia è accettata in questo senso, cioè come una Madre, che, preoccupata del nostro futuro, ci chiama a cambiare la nostra mentalità e la nostra vita e noi aderiamo al suo appello. possiamo ancora sperare in giorni migliori.
C'è, poi, un'altra richiesta che la Madonna di Porto consegna a tutti i suoi pellegrini. Ella conosce e soffre la tante divisioni, presenti nei suoi figli; una di queste, la rottura tra Cattolici e Ortodossi d'Oriente. La Madonna che veneriamo a Porto è la Madonna di Costantinopoli, il cuore della cristianità ortodossa. Nel nostro Santuario si prega per l'unità fra tutti i cristiani; nelle otto domeniche ecumeniche che precedono la terza domenica di settembre, nella quale si celebra la Santa Messa in rito greco-bizantino, si sensibilizzano i fedeli sul problema ecumenico e sul dialogo interreligioso. ma tutto questo si deve concretizzare in segni evidenti di maggiore unità nel nostro territorio, sia in campo religioso che in quello politico. Se lasciamo che la Madonna parli ai nostri cuori e smuova le nostre volontà, ben venga la Madonna di Porto, come Patrona della nostra Provincia.
di don Erminio Pinciroli
|