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NOVENA
1. FEDE
NOI TI SALUTIAMO, Vergine di Porto, e ti invochiamo Madre
di Dio, come fosti invocata nella città di Costantinopoli come,
or sono più di tre secoli, ti invocarono i padri nostri, quando
concedesti loro la tua prodigiosa immagine, che amorevolmente custodiamo.
Noi fermamente crediamo che tu, come Madre di Dio, sei la Corredentrice
del genere umano, la Regina degli Angeli e degli uomini e la Dispensatrice
di tutte le grazie.
Apprezziamo le meraviglie da te operate nel Santuario di Porto, che
è diventato il luogo delle tue predilezioni, un'oasi di pace,
dove accorrono le folle dei tuoi figli, rapiti dal tuo sguardo materno.
Questa fede ci conduce a Te, per chiedere misericordia. E perché
non riescano vane le nostre suppliche, tu stessa, o Madre, suggerisci
al nostro cuore quei sentimenti, che tu conosci essere capaci di toccare
il tuo cuore e di impetrarci le sospirate grazie. (qui si chiedono le
grazie particolari).
AVE MARIA,
RIT. Ti saluto Alma Maria,
degna Madre del Gran Dio
Dolce sei, clemente e pia
Ti saluto Alma Maria
Tu di grazie sempre piena
ne elargisci ai figli Tuoi
Santa Madre d' ogni pena
Tu ci liberi se vuoi
2. SPERANZA
NOI TI SALUTIAMO, Vergine di Porto, e ti invochiamo "Fiducia
nostra"!
Nel riflettere sulle nostre miserie, spirituali e temporali, una nube
di tristezza ci avvolge; ma, sollevando lo sguardo alla tua bella immagine,
noi la vediamo avvolta in un ampio manto dal color del mare in cui rifulge
una stella ; quel manto ci parla della tua misericordia; quella stella
ci parla di speranza e di te, fulgida Stella di Porto, Speranza nostra,
che in mezzo alle tempeste della vita, ci additi la via sicura che conduce
al Porto del cielo.
A te dunque facciamo giungere la voce delle nostre sofferenze e di quelle
del mondo. In qualunque stato noi potremo trovarci ci rifugeremo sotto
la tua protezione, fiduciosi della tua infinita misericordia.
Per questa ferma fiducia, siamo certi che ci accorderai le sospirate
grazie - specialmente...
AVE MARIA e RIT.
3. CARITA'
NOI TI SALUTIAMO, Vergine di Porto, e ti invochiamo
Madre nostra e di tutti i popoli. Tale ti proclamò Gesù,
sulla Croce, tale ti riconoscono gli innumerevoli figli che vengono
a Porto, attratti dal tuo cuore materno che è un oceano di bontà.
Tale ti proclamiamo noi, oggi, mentre sentiamo potente il bisogno di
dirti il nostro grazie e di cambiare il nostro cuore di pietra in un
cuore di carne, più sensibile ai bisogni degli altri, più
capace di capire e di dialogare con i nostri fratelli.
Accogli, Vergine Santa, questo desiderio del nostro cuore e continua
su di noi l'effusione del tuo materno amore, da cui attendiamo le sospirate
grazie -specialmente...
AVE MARIA e RIT.
SUPPLICA
Vergine di Porto, Madre Nostra, Fiducia Nostra, il Bambino
Gesù, che tu tieni tra le tue braccia, ci dice, con il suo silente
ed espressivi linguaggio, di rivolgerci a Te.
Incoraggiati, perciò, da questo invito, ti esprimiamo, con filiale
fiducia, le nostre necessità e quelle dei nostri fratelli:
dona pace e giustizia a tutte le nazioni, specialmente a quelle minacciate
dalle guerre, dalla fame, dalle malattie e dalla miseria
concedi a tutta la Chiesa universale i doni della profezia, dell'unità
e della santità. Fa che essa possa continuare il suo dialogo fraterno
con tutte le confessioni cristiane ed in particolare con i fratelli ortodossi
d'Oriente, con i quali, Tu, Madonna di Costantinopoli, ci leghi con singolare
affetto. Infondi in noi il rispetto per tutte le religioni e la capacità
di riconoscerne i valori
alle nostre famiglie, agli anziani che vivono nella solitudine, ai giovani
che sognano e lottano per un mondo più giusto, ai malati che soffrono
negli ospedali o nelle nostre case, ai bambini che meritano una società
più coerente e responsabile, agli emigrati, che vivono lontani
dai loro paesi, concedi la tua materna benedizione
infine, ti preghiamo per noi, Vergine di Porto: cambia la nostra vita;
dirigi i nostri passi su un cammino di conversione; aiutaci ad essere
discepoli del Figlio che ci doni; facci essere veri figli tuoi nelle parole
e nelle opere, "o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria".
SALVE REGINA
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA MADONNA
Vergine di Porto, Madre di Cristo, Madre nostra, mentre
ti ringraziamo per gli innumerevoli benefici da te ricevuti, sentiamo
il bisogno di chiederti perdono per tutte le volte che non ci siamo comportati
come figli tuoi.
Così, con il cuore, purificato dal tuo amore misericordioso, vogliamo,
ora, consacrare a te la nostra vita, quella delle nostre famiglie, dei
nostri bambini.
Accettaci così come siamo: con i nostri doni, con le nostre capacità
e con i nostri limiti.
Consacriamo a te la nostra vita, chiedendoti di aiutarci a viverla, come
dono di Dio e come servizio da rendere ai fratelli.
Affidiamo a te il nostro lavoro: fallo diventare strumento, capace di
rendere più bello il mondo, più abitabile il nostro paese.
Ti offriamo le nostre sofferenze e tutte le prove quotidiane della vita,
perché, associate alla passione di Cristo, diventino forza di redenzione
per noi e per i nostri fratelli.
Consacriamo a te, soprattutto, il nostro cammino di fede, minacciata da
una cultura che tende a spegnere nei nostri cuori l'anelito verso Dio.
Vergine Santa, aiutaci a costruire un mondo nuovo; facci operatori di
pace e costruttori del regno di giustizia e di fraternità, che
il tuo Figlio ha inaugurato con la sua venuta al mondo.
ATTO DI CONSACRAZIONE DELLA PROVINCIA
DI CATANZARO
ALLA MADONNA DI PORTO
Vieni, o Maria SS. di Porto fra
il tuo popolo in festa che vuole renderti onore. In questo solenne giorno
in cui ancora di più sentiamo la Tua benefica presenza, vogliamo
affidarTi la nosra provincia di Catanzaro perché Tu sia Patrona
come lo sei, di questa città di Gimigliano.
Degnati di abitare in mezzo a noi, come abitasti nella casa di Zaccaria
ed Elisabetta e sii per noi tutti Madre, come lo fosti per l’apostolo
Giovanni.
Veglia sul popolo a Te devoto, sii maestra e Regina e soprattutto portaci
Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.
In Te riponiamo tutta la nostra confidenza e fiducia di figli, perché
Tu Madre di Porto sostenga la nostra terra di Calabria, la nostra provincia
di Catanzaro, le nostre popolazioni a superare le difficoltà
di un’esistenza precarie e dei grandi drammi della disoccupazione
e dell’emarginazione.
Allontana dalle nostre città il peccato e il male e in quest’epoca
di crisi e di divisione, ottienici di vivere in grazia di Dio e in pace
tra noi. Dispensa ad ognuno di noi le grazie spirituali e materiali
che ci occorrono e specialmente accresci la fede, la speranza, la carità.
E noi in questo Santuario delle tue misericordie materne, tanto caro
alla memoria dei nostri padri e delle nuove generazioni, oggi ci sentiamo
di essere amati da Te e soccorsi dalla Tua inesauribile pietà.
Sii sempre con noi nelle gioie e nelle pene e soprattutto fà
che tutti i figli di questa Provincia e di tutto il mondo, si trovino
con Te e Gesù uniti in Paradiso.
L’Ave Maria
Non so quando cominciai
a pronunciare il Tuo nome
Non so quanto tempo impiegai
ad imparare l’Ave Maria.
Certamente doveva esserTi meraviglioso
ascoltare quelle parole
che fiorivano sulle labbra
a formare la prima innocente preghiera
rivolta a Te con i segni e i sospiri della mamma.
Quanto tempo è passato !
Quante cose sono cambiate !
Ma quella preghiera scandisce ancora
i momenti della mia giornata.
Quelle parole, sempre le stesse,
non hanno risentito il logorìo del tempo,
la monotonia della ripetizione e,
quasi per incanto,
me le ritrovo sulle labbra, come allora,
a formare la preghiera
la preghiera della fiducia senza limiti,
della semplicità, dell’abbandono, del rifugio,
del ritorno, della consapevolezza, dell’incontro
con il Tuo cuore di Madre.
E non è stata una scoperta
quando ho constatato che alcuni
si rivolgevano a Te con le stesse parole
e che altri sapevano pregarTi soltanto così.
Piccoli e grandi, dotti e ignoranti,
in ogni angolo della terra, da sempre,
come attratti da una forza interiore,
affascinati dal Tuo volto
e dalla Tua persona,
forse mai visti ma soltanto segnati
nel fondo dei ricordi,
hanno piegato in ognuna di quelle parole
una pagina della propria vita,
formando inconsapevolmente e
meravigliosamente
un coro che non finisce mai,
e che non si sperde nell’anonimato,
perché Tu raccogli
ed ascolti quelle parole ad una ad una,
perché Tu soltanto sai capire
ciò che nasconde
e Ti vorrebbe dire ciascuno di noi.
Forse per questo mi piace pregarTi così !
Senza paura di sbagliarmi, o di parlarTi
con parole incomprensibili e difficili,
di offenderTi forse
con sentimenti vuoti ed insignificanti
per la mia vita cristiana
e per i tuoi insegnamenti
di Madre di Gesù e di Madre mia.
Preghiera a Maria, pellegrina di
pace
O Maria, ripercorri ancora le strade
del mondo.
Il ricordo della tua sollecitudine per andare a servire Elisabetta e
la tua presenza ci faranno uscire dal nostro egoismo per andare incontro
ai nostri fratelli pellegrini con noi verso il cielo.
Trascinaci sulle strade della terra per vedere i villaggi dei baraccati,
le tendopoli dei terremotati, i sobborghi luridi delle periferie per
ascoltare il grido sconsolato dei jostri fratelli vulnerati dalla miseria,
dalla fame, dalla disoccupazione, dallla malattia, dalla morte.
Fa, o Maria, dolce sorella nostra, che non restiamo indifferenti.
Facci comprendere che tutti dobbiamo essere costruttori di un mondo
migliore, più umano, più giusto per preparare l’avvento
del Regno di Dio.
Ripercorri ancora le strade del mondo.
Visita le Chiese cristiane separate ed aiutale a ritrovare quell’unità,
per la quale il tuo Figlio è morto e risorto.
Allora incontreremo Cristo, che è la sola via al Padre e con
la forza dello Spirito Santo, raggiungeremo la sua casa e ti staremo
sempre accanto.
Amen!
Santa Maria del Sorriso
Ho visto piangere una mamma,
era una donna di colore,
quelle dell’Africa dimenticata,
senza età,
le donne africane, magre, la pelle raggrinzita, non hanno età,
poteva essere una giovanissima, come una vecchia.
Piangeva per un bambinello, solo ossa, che le era morto, erano lacrime
come quelle dei bianchi.
Ho visto una mamma occidentale piangere,
suo figlio era morto tragicamente, accomunato dalla luttuosa danza del
sabato sera,
un breve squillo di telefono, poche parole, e un grido disperato.
Ho visto una mamma cecena piangere disperata, i figli seppelliti sotto
la casa bombardata, come un fantasma vagava intorno al cumulo di macerie
ancora fumanti.
Ho visto una donna russa piangere il figlio, giovane, morto in guerra
contro i Ceceni, era appena stato arruolato nell’esercito, era
partito orgoglioso della sua divisa, della sua missione per la patria...
un’auto militare, un leggero bussare alla porta di casa e lui
non c’era più.
Ho visto soffrire sofferenze indicibili, donne diverse, ma le lacrime
erano uguali, anche la disperazione, gridata in lingue incomprensibili
ma tradotta nel linguaggio universale del dolore.
Guerre, destini ineluttabili e capricciosi, e la terra, quel globo meraviglioso
che si vede dai satelliti nello spazio, in tante riprese in tv... all’improvviso,
m’è parsa tanto piccola nell’universo infinito, ma
tanto perversa, e cieca e sorda...
Ho visto l’indifferenza, l’apatia, tanti spiriti morti o
moribondi.
E il verde delle ultime foreste e l’azzurro degli ultimi oceani,
e il bianco degli immacolati ma morenti ghiacciai, cambiare colore,
tutto opaco e rosso, rosso sangue.
Ho visto il pianto della Dolcissima Madre di Gesù straziante
e straziata sotto la Croce del suo Prezioso Figlio... era lo stesso
pianto, le stesse lacrime... le stesse grida, impotenti.
Ho visto le lacrime della Madonna di Siracusa, per il nostro odio, per
la nostra guerra, per i nostri peccati...
No! Basta con il pianto, o Santissima Vergine, basta!
Ho visto il volto estatico di Santa Bernadette, per la Sua Dolce Signora,
triste e implorante!
Basta, Santa Madre, voglio vedere un sorriso, un messaggio di speranza,
speranza che, forse, ancora nulla è perduto... come il sorriso
sereno dei pellegrini malati di Lourdes senza più desiderio di
miracolo solo alla vista della sofferenza peggiore degli altri.
No, non piangere più, non piangere più o Beata tra le
donne!
Preghiamo, preghiamo, riuniamoci solo per cantarTi lodi di consolazione,
magnificarTi, glorificare la Tua Immacolata Concezione, il Santo Frutto
del Tuo Grembo, la Tua Assunzione, troppe lacrime! Troppe lacrime non
possono deturpare e profanare il Tuo Celeste Volto di purezza. O Mamma
nostra, Santissima Annunziata, voglio conoscerti anche con un altro
nome: Santa Maria del Sorriso.
Preghiamo perché i potenti della terra si convertano e si consacrino
al Tuo Cuore Immacolato,
che siano esempio d’umiltà, che insegnino alle loro genti
parole di pace, fratellanza, amore, comprensione.
Preghiamo perché il tentatore sia rigettato nel suo inferno e
non c’induca in tentazione.
Preghiamo perché dalle nostre labbra non escano altro che lodi
al tuo Santo nome e gloria per l’Altissimo Signore.
Preghiamo perché si alleviino le sofferenze dei perseguitati,
perché siano sfamati gli affamati, dissetati gli assetati.
Preghiamo per gli apostoli della Santa Chiesa di Roma perché
siano sempre più numerosi, sempre più illuminati nel loro
ministero, sempre più al passo con i tempi, sempre più
protesi verso la via della Santità.
Cantiamo, cantiamo la speranza e la fede di un mondo migliore, cantiamo
guardando verso il Cielo che è buio solo quando vede le nostre
malvagità ma non è fatto di tristi e luttuose sinfonie
ma di accecante Luce e di Angeli ricolmi di gioia che cantano solo Lodi
e Gloria!
Guardaci, guidaci, proteggici, dacci la speranza della speranza, salvaci,
o Santa Maria del Sorriso!
Così Sia.
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