PREFAZIONE

di Mons. Raffaele Facciolo

 


Il senso religioso si acquisisce fin dall’infanzia e si coltiva man mano che la vita si evolve attraverso la maturazione del pensiero che ricerca le motivazioni per affidare l’esistenza ad un “credo” certo e assoluto.
L’Autore di questa appassionata ricerca su “Storia e culto del Santuario mariano di Porto tra Oriente ed Occidente” proviene da questo itinerario: dalla cultura dei “segni mariani” alla cultura che alimenta una robusta fede: ragazzo, giovane, adulto – tutto di Maria – per diventare cantore della sua presenza nella valle di Porto.
Il testo produce, attraverso appropriate ricerche, tempo e storia del culto della Vergine di Costantinopoli e quando la descrizione approda sul versante meridionale dell’Italia, la sua ricerca cede il passo alla cultura esistenziale del devoto gimiglianese che per filo e per segno conosce tradizioni, esperienze, dettati del popolo: è l’incarnazione delle verità mariane di Porto di Gimigliano con tutto il vissuto delle opere e delle persone.
Il tratteggiare, con appassionata sensibilità, tempi e spazi del rapporto pellegrini-santuario, è unico esemplare che si coglie solo in chi si è votato (o interiormente chiamato) a stare dentro la storia del santuario!
E’ nella descrizione puntuale che ne fa l’Autore che si coglie la spinta per il lettore affascinato ad andare avanti tra le pagine per saperne di più.
Rendere ragione dell’esistenza del Tempio, testimoniare la fede di un popolo, con ricerca diretta dei documenti dello stesso santuario, offrire spiegazione ai “legittimi perché” che affiorano alla mente del pellegrino o visitatore: questa è la finalità precipua del presente lavoro.
Non è certo un testo scientifico o dottrinale quasi presumesse di essere un trattato di mariologia, ma l’elaborato dell’Arcuri rientra in quel settore librario di divulgazione per far conoscere ed amare, per entusiasmare il popolo in cammino “nella notte del tempo e dello spirito”, per far gustare la meta dell’itinerario verso la Madonna di Porto.
Se la parte descrittiva nei vari Capitoli forma il contenuto da sottoporre alla lettura sapienziale del testo, la parte delle Appendici offre il terreno della spiritualità, delle radici della fede della “gente” verso la Madonna.
Le due parti sembrano concettualmente separate, ma non lo sono: le preghiere sono densità acquisita di dottrina che parte dall’Oriente, mentre la teorizzazione delle circostanze storiche che hanno accompagnato l’inserimento del “Quadro della Madonna” costituisce l’ermeneutica della prassi vissuta nel rapporto popolo – Vergine di Costantinopoli.
E’ recuperata anche la realtà sociale del Sud!
La struttura che si eleva verso il cielo non è risposta totale del popolo: questi aspira e partecipa nei suoi limiti… poi tutto è demandato… si esige che nulla deve essere cancellato dalla memoria storica e tutto proiettato per una crescita dei valori: e nelle pagine affiorano gli sforzi di chi ha preso in consegna le aspirazioni del popolo e con la fatica del cireneo ha portato tutto ad ultimazione.
La centralità di questa pubblicazione è offrire al lettore – che ha fatto l’esperienza del cammino verso la valle di Porto – l’opportunità di riprendere le file concettuali storico - religiose e ripresentare alla propria coscienza il valore del Tempio là ubicato, là eretto come degna dimora della Madre di Dio, là segnato dalla benevolenza della Chiesa, là visitato da numerosi fedeli che si ritrovano “nuove creature”.
Ma le pietre testimoniano la ministerialità del santuario dove è vissuta la dimensione pastorale dell’essenza, della vita e dell’azione della Chiesa: lì un popolo in preghiera, lì evangelizzazione e ministero della riconciliazione, lì la nuova identità dei testimoni del Risorto.
Quando il lettore avrà compiuto l’intera lettura del presente volume sarà capace di dire alla Vergine: “canterò al Signore le meraviglie del suo amore”: a Porto si esperimenta la gioia della fede!


Mons. Raffaele Facciolo
Vicario generale