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Nello scorso mese di novembre un gruppo di cinquanta devoti del Santuario di Porto si è recato in
Terra Santa, guidati Padre Christian Vacaru, don Erminio Pinciroli e don Vincenzo Zoccoli.
"E camminava con loro.": è stato questo il tema che ha ispirato il viaggio, organizzato
dall'agenzia francescana "Frate Sole" che ha sede a Bologna in collaborazione con il responsabile
organizzativo locale, Mario Arcuri.
Mettendo i piedi su quella terra santificata da Gesù è stato impossibile rimanere insensibili. Semmai
la delusione è arrivata dagli uomini che ne hanno fatto oggetto di mercificazione e contrapposizioni
per spartirsene ancora oggi le "vesti", come succede nella grande basilica del Santo Sepolcro in
Gerusalemme.
Con la forza della fede però, si riesce a passare sopra i limiti umani. Da Betlemme a Nazareth, dal
Monte Tabor a Gerico, da Tiberiade al Mar Morto, dal deserto di Giuda al Giordano, in pullman e a
piedi: un pellegrinaggio forte capace di far comprendere che la fede è un dono da conservare e da
coltivare.
La terra di Gesù, così santa e così contesa, è anche segno delle contraddizioni umane. È abitata da
gente che prega e nello stesso tempo si guarda in cagnesco, che talvolta perde la percezione del
confine tra bene e male, tra solidarietà e spaccature.
Che tristezza però quel muro che si passa mostrando il passaporto davanti ai mitra spianati! Qui si
percepisce che il messaggio evangelico ha ancora intatta la sua ragione di esistere perché il mondo
ancora non l'ha accolto.
In particolare sono stati momenti forti e significativi quelli vissuti visitando i luoghi di Maria: come
l'esperienza vissuta, in particolare, alla basilica dell'Annunciazione a Nazareth con la recita del
rosario poliglotta, dove si respira fortemente il "si" di Maria al progetto di Dio.
Gerusalemme, infine, è il respiro dell'anima per chi vi si approccia con la sete di Dio. Tutto parla di
Cristo e non c'è negozio del Suq e della città che non offra immagini sacre o corone del rosario. Ma
chi ha sete della sua Parola riesce a scorgere al di là della fisicità materiale qualcosa di molto più
profondo, fondamentale. Ed è ciò che è successo a tutti i partecipanti che, guardando il sepolcro
vuoto, hanno potuto sperimentare un po' di quella "Gloria di Dio in Gesù Cristo" che è la speranza
di tutti i credenti.
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