In Maria tutto è per vocazione
Il Vangelo dell'Annunciazione ci insegna che l'uomo
deve sempre agire e pensare secondo la volontà divina
Ricorre in questo anno il
150° anniversario della definizione del dogma dell'Immacolata
Concezione, proclamato da Papa Pio IX l'8 dicembre 1854.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha meditato con l'intelligenza della
fede, ed è giunta al convincimento comune e certo che Maria Santissima,
sola fra tutte le donne, è stata sempre immune dal peccato originale.
Nella bolla Ineffabilis Deus, Pio IX, nel proporre come divinamente
rivelata questa verità di fede, così si esprimeva: "...con
l'autorità del Signore Nostro Gesù Cristo, dei beati Apostoli Pietro e
Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunciamo e definiamo che la dottrina la
quale ritiene che la beatissima Vergine Maria, nel primo istante della
sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, ed
in vista dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, sia
stata preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è dottrina
rivelata da Dio, e perciò da credersi fermamente e costantemente da
tutti i fedeli".
Il Santo Padre Pio IX, di venerata memoria, fondava tale verità sul
"Protovangelo" di Genesi 3,15: "Io porrò inimicizia tra
te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: Questa ti schiaccerà
la testa e tu le insidierai il calcagno", nel quale l'Immacolata
Concezione è profeticamente adombrata, e su Lc 1,28: "Ti saluto o
piena di grazia, il Signore è con te", dove l'oracolo del libro
della Genesi trova il suo pieno compimento.
È proprio sulla pagina evangelica dell'Annunciazione che vogliamo
soffermare, brevemente, il nostro sguardo di fede, per penetrarne la
profondità teologica e viverne tutta la ricchezza di grazia.
L'angelo Gabriele presentandosi innanzi a Maria la salutò in modo
singolare, tanto da rimanere turbata a quelle parole. Il saluto angelico
esprime due verità: Dio è tutto in Maria, Maria è tutta di Dio.
"Piena di grazia", manifesta l'Onnipotenza creatrice di Dio
che riversa tutta la sua santità in una creatura. "Il Signore è
con te", rivela come Maria corrisponderà pienamente alla grazia
obbedendo in tutto al suo Signore.
La pagina dell'evangelista Luca ci manifesta che in Maria tutto è per
vocazione. Maria concepisce per vocazione. Per vocazione è Madre di
Dio. Per vocazione è Vergine. Questo ci insegna che nel vero rapporto
con Dio tutto deve essere vocazione, cioè volontà manifestata di Dio.
Ogni scelta dell'uomo, anche la più santa, deve sempre cedere il posto
alla vocazione. È questo il vero rapporto di fede. L'uomo deve sempre
agire, pensare secondo la volontà divina, senza né aggiungere né
omettere. Di suo l'uomo deve metterci la fede, l'amore, l'obbedienza, la
santità, la prudenza. Dal principio alla fine tutto deve svolgersi
secondo la volontà di Dio.
Come Dio ha potuto compiere, nel seno verginale il mistero dei misteri,
per la docilità di Maria, in Lei il Verbo si è fatto uomo, così vuole
che il suo mistero di salvezza si realizzi nella vita di ogni uomo.
Affinché ciò avvenga, ogni uomo, sull'esempio di Maria, deve
consentire allo Spirito Santo, che scenda su di lui, che in lui
manifesti tutta la sua potenza, lasciandosi fare da Dio, secondo la sua
volontà. Maria, infatti, è il modello di colei che si è lasciata fare
da Dio in ogni passaggio della propria vita: è fatta immacolata nel
concepimento, vergine in eterno nel momento dell'Annunciazione, Madre
del Figlio dell'Altissimo. Tutto questo è stato possibile perché Ella,
che viveva senza il retaggio del peccato di Adamo, vive con la volontà
ancorata in Dio.
Il Vangelo dell'Annunciazione ci rivela ancora la necessità per ogni
umana creatura di affidarsi alla Parola del Signore per essere servi del
mistero di salvezza. Maria consegna tutta la sua vita per servire il suo
Signore secondo la divina volontà. Tutto ciò manifesta un altro
principio: Dio mai opera senza l'uomo. E di questo dobbiamo essere tutti
consapevoli. Dio desidera che l'uomo cooperi attivamente alla
realizzazione del suo progetto. Perciò questo si realizza solo se
ciascun fedele mette tutta la sua persona: cuore, mente, pensieri,
volontà, intelligenza, anima, spirito, corpo, a servizio di Dio per il
compimento della sua volontà.
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Antonio Ciliberti, Arcivescovo