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    Il Vangelo secondo Matteo

Nuova mostra prodotta dall'Ufficio Apostolato Biblico diretto da don Pinciroli

 
Continua la produzione di materiale relativo alla Bibbia curata dal rettore del santuario don Erminio Pinciroli.
Dopo le due mostre (e i relativi quaderni) riguardanti l'apostolo Paolo e il vangelo di Luca, è in via di definizione la mostra sul vangelo di Matteo che, come spiega il biblista "è il Vangelo più lungo che possediamo (28 capitoli) e chiede ai suoi lettori la conoscenza di alcuni elementi introduttori".
I pannelli che verranno realizzati focalizzano l'attenzione sulle modalità attraverso le quali viene presentata la figura di Gesù. Secondo Matteo, ci ha anticipato don Pinciroli, Gesù è anzitutto "il Rabbì" che, facendo riferimento frequentemente all'Antico Testamento, mette in evidenza, che, in Lui (Gesù), le promesse antiche si sono compiute, raggiungendo il massimo della loro efflorescenza.
Gesù, nel vangelo di Matteo, è anche "il catechista del regno, che annuncia un mondo nuovo e le esigenze per appartenervi", nonché "l'Emmanuele", cioè il Dio con noi. Di particolare interesse, nella mostra, si presenta il confronto tra Gesù e Giovanni il Battista. Due personaggi "molto vicini" (essendo cugini e coetanei ed avendo una missione intimamente legata), ma anche molto diversi. Una diversità che si accentua soprattutto nella visione di Dio che essi hanno: il Battista ha nella sua fede e nella predicazione soprattutto il "Dio giusto dell'Antico Testamento che ripaga secondo le nostre opere: lo presenta con la scure in mano, pronto a gettarla sulla radice degli alberi, cioè sulle esistenze umane, che non producono buoni frutti, per gettarla nel fuoco. Annuncia il Messia, come un giudice che avrebbe fatto un giudizio imminente, con la pala in mano per pulire l'aia della storia, gettando nel fuoco inestinguibile tutti i malfattori. Il Battista accoglie nel suo gruppo anche i peccatori, ma dopo che si immergono nell'acqua del Giordano, accettando con tale rito l'impegno della conversione (Mt 3, 1-12)".
Al contrario, Pinciroli sottolinea che "Gesù avvicina i peccatori andandoli a cercare là dove vivono e li accoglie nel suo gruppo, prima ancora che si convertano (Lc 19, 1- 10). Al centro della sua predicazione non mette il Dio della giustizia, ma il Padre della misericordia".
La mostra verrà esposta nel mese di maggio al santuario di Porto e, come sempre, sarà messa successivamente a disposizione delle parrocchie e dei gruppi che ne faranno richiesta.