Premessa
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| Introduzione |
| Prefazione |
CAPITOLO I
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Costantinopoli, città di Maria
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| Premessa | 9 |
| I luoghi di culto mariano a Costantinopoli | 9
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CAPITOLO II
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Le icone mariane
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Premessa
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| I monaci basiliani e lo sviluppo della devozione alla Madonna di Costantinopoli | 14 |
| Modelli iconografici | 14
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CAPITOLO III
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La Madonna di Costantinopoli nel meridione
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| Premessa | 19
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| Santa Maria di Costantinopoli in Marciano di Leuca | 19
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| Santa Maria di Costantinopoli in Felitto | 20
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| Santa Maria di Costantinopoli in Barile | 21
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| Santa Maria di Costantinopoli in Portocannone | 22
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| Santa Maria di Costantinopoli in Acquaviva delle Fonti | 22
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| Santa Maria di Costantinopoli in Marsico Nuovo | 22
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| Santa Maria di Costantinopoli in Napoli | 23
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CAPITOLO IV
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Origine della devozione a Gimigliano
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| Premessa | 27
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| Ipotesi sulle origini | 27
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| Riti e pratiche religiose | 34
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CAPITOLO V
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Il culto mariano si trasferisce nella valle di Porto: origine del Santuario
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| Premessa | 37
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| La Vergine appare in sogno a Pietro Gatto | 38
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| L’autorizzazione del Vescovo a costruire la cona e il santuario | 39
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| Perché proprio a Porto? | 40
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| Pietro Gatto costruisce la cona | 42
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CAPITOLO VI
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L’antico santuario di Porto
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| Premessa | 43
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| La costruzione del piccolo santuario di Porto | 44
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| L’arte nell’antico santuario | 45
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| Origini diocesane del santuario | 45
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CAPITOLO VII
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Catanzaro e la Madonna di Porto: la dominazione francese e il furto del Quadro
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| Premessa | 47
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| La dominazione dei Francesi | 47
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| La presa di Gimigliano | 50
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| Il furto del Quadro | 50
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| La restituzione del Quadro | 51
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| La festa del Primo Martedì di marzo | 52
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| La “Peregrinatio Marie” del 1948-1949 | 53
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| La “Peregrinatio Marie” del 1994 | 56
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CAPITOLO VIII
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Il Quadro e la sua sede storica. La Chiesa del “SS. Salvatore”
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| Premessa | 59
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| La facciata esterna | 59
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| La navata centrale | 59
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| Il trono della Madonna di Costantinopoli | 60
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| Le navate laterali | 60
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CAPITOLO IX
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Il nuovo santuario di Porto
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| Premessa | 63
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| Posa della prima pietra | 63
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| Il progetto originario dell’arch. Piccini | 63
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| Dedicazione del nuovo Santuario | 64
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| I lavori di consolidamento degli anni Ottanta | 65
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| I lavori di completamento in occasione del Giubileo dell’Anno 2000 | 68
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CAPITOLO X
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Restauri della Sacra Immagine benedetta e incoronata dai Papi
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| Premessa | 71
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| Il restauro del 1974 | 72
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| L’incoronazione del 6 ottobre 1984 | 74
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| Il restauro del 1997 | 76
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| La sosta romana del 1997 | 78
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| Il Primo Martedì di Marzo 1997 | 81
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CAPITOLO XI
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Il pellegrinaggio a Porto
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| Premessa | 83
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| Origine della festa di Porto | 83
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| La festa di Porto. Spazi, tempi e immagini | 85
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| La maratona notturna della fede | 85
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| La festa e i suoi simboli | 88
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| Pellegrinaggio e religiosità popolare | 96
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| I risultati di un’indagine sociologica sulla festa di Porto | 99
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| I valori della pietà popolare espressi a Porto | 106
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| La festa presso la comunità degli emigrati in Canada | 108
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| Festa di Porto: una lettura nel segno della nuova evangelizzazione | 111
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CAPITOLO XII
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L’oggi del Santuario di Porto
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| Premessa | 113
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| Le linee teologico pastorali del Santuario di Porto | 113
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| La “riscoperta” della Marialis Cultus di Paolo VI | 115
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| Il messaggio del Santuario: conversione ed ecumenismo | 119
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| L’impegno di mons. Antonio Cantisani all’alba del Terzo Millennio | 123
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| L’episcopato di monsignor Antonio Ciliberti: “Ad Jesum per Mariam” | 127
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| Il Santuario di Porto, laboratorio di speranza | 129
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APPENDICI AI CAPITOLI
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Appendice al capitolo I
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| Inno Akatistos | 135
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Appendice al capitolo IV
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| Costumanza Religiose, e divozioni che si praticano in Gimigliano verso la Vergine di Costantinopoli | 151
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Appendice al capitolo VI
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| Delle grazie e miracoli operati dalla Gran Madre di Dio di Costantinopoli dal principio della formazione della chiesa di Porto fino all’anno 1829 | 155
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Appendice al capitolo IX
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| Formidabili quegli anni | 165
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APPENDICE
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| Linee teologico-pastorali del Santuario di Porto | 169
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| Mons. Nicola Canino | 171
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| Mons. Giuseppe Pullano | 177
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| Don Giuseppe Tedeschi | 187
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| Il Grande Giubileo del 2000 | 191
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| Ordini Religiosi femminili succedutisi a Porto | 197
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| Preghiere e canti della tradizione popolare | 203
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| Preghiere e canti attualmente in uso e approvati dall’Autorità Ecclesiastica | 223
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| Calendario particolare del Santuario | 235
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| Cronologia storica essenziale del culto della Madonna di Porto | 237
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| Tradizioni religiose e pietà popolare | 239
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| Le opere del Santuario | 241
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| Statuto del Santuario | 243
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| Decreto di erezione a Santuario | 248
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BIBLIOGRAFIA | 249 |
Premessa
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Questo libro nasce dall’esigenza di raccogliere, documentare e ricostruire il suggestivo exucursus storico-sociologico del culto mariano, da Costantinopoli a un piccolo paese della provincia di Catanzaro, Gimigliano.
Ricordo fin da bambino, la mia nonna paterna che mi istruiva sull’importanza da dare nella nostra vita al ruolo di una donna di nome Maria. “La Madonna non è però una donna qualsiasi” mi diceva, quasi a sottolineare che per quanto la sentiamo vicina, è opportuno mantenere le distanze. Un pò come la distanza tra quel trono che ne racchiude la bella immagine nella chiesa matrice e il popolo di Dio.
Sono cresciuto, quindi, “mariano”, un po’ come tutti i gimiglianesi, ma oserei dire come il grande popolo di devoti del Santuario di Porto distribuiti nel nostro territorio e oltre.
Una storia particolare e un ruolo particolare. Ma anche tante difficoltà, polemiche, incomprensioni, frutto, a mio avviso, della prevalenza della dimensione antropologica (per certi versi eccessiva) sulla restante parte del sistema (… teologico, culturale, fideistico, sociologico, storico…) che ne caratterizza l’identità. Prevalenza che spesso ha riversato sulla sua storia tutte le contraddizioni dell’essere “uomo” (positività, storture, irrazionalità, razionalità…).
Eppure, dopo tre secoli di storia, il Santuario è lì, che parla all’uomo del Duemila così come ha parlato all’errabondo e ai passanti del settecento, all’uomo pellegrino dell’ottocento e novecento.
Il mio interesse per la storia dei santuari e per il ruolo attribuito dal popolo a Maria nasce, quindi, da molto lontano, dai tempi dell’infanzia, quando mi mettevo il vestito nuovo perché “passava” la Madonna. Quando andavo a Porto a piedi, di martedì, perché a Porto Pietro Gatto disse di aver visto la Madonna.
La curiosità divenne poi ricerca all’università, quando il professore di sociologia delle religioni Enzo Pace, mi invitò a redigere addirittura la tesi di laurea sul fenomeno mariano di Gimigliano.
Negli anni Porto è poi diventato per me un punto di riferimento spirituale. E di questo devo dire grazie all’Arcivescovo Mons. Antonio Cantisani a cui dedico in particolare il frutto di questo lavoro di ricognizione sulla storia del Santuario che a Porto ha voluto farmi “sentire di casa”, da laico, nello spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II. E’ stata una esperienza bellissima, unica. Vissuta per l’amore verso Maria che mia nonna mi perdonerà da lassù ho avuto la fortuna di conoscere meglio non solo tramite la tradizione di Gimigliano, ma soprattutto grazie all’incontro con la Parola. L’esperienza di servizio vissuta in questi anni a Porto mi ha dato tanto. Esperienza che ha segnato il mio modo di essere cristiano nella vita di ogni giorno, nella feriale quotidianità che sperimento ogni giorno presso la Fondazione Betania di Catanzaro.
Grazie a quanti mi hanno accompagnato sulla strada della fede mariana e della cultura storico-religiosa.
Grazie anche all’Arcivescovo Metropolita Mons. Antonio Ciliberti, perché segue, indirizza, guida e sostiene con grande energia, passione e competenza, il cammino del Santuario di Porto in questo inizio di millennio dell’era cristiana.
Al lettore che avrà la pazienza di soffermarsi su questo lavoro/ricerca chiedo la sua attenzione. Non troverà, infatti, la riproposizione acritica di una leggenda storica, ma il tentativo di sistematizzare la bellezza e l’evoluzione della devozione verso Maria, dall’Oriente Bizantino a questa nostra terra di Calabria, passando per le suggestive e impervie vicende della storia dell’uomo.
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Catanzaro, Pasqua 2006
Mario Arcuri
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Mario Arcuri (Catanzaro, 1967) lavora presso la Fondazione Betania Onlus di Catanzaro. Si è laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-sociale, presso l’Università di Padova, discutendo una tesi di ricerca sulla religiosità popolare in Calabria con Vincenzo Pace, docente di sociologia delle religioni. Si è occupato di ricerca sociale e di formazione, con particolare riferimento ai temi della valutazione della qualità e della customer satisfaction. Dal 1996 collabora con “Il Quotidiano della Calabria”. E’ componente il comitato di redazione del periodico “Calabria in festa” e del quindicinale cattolico diocesano “Comunità Nuova”. Dal 1999 fa parte dell’équipe diocesana del Servizio di Pastorale Giovanile ed è componente della Commissione “Giustizia e Pace”. Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione del Santuario di Porto con funzioni di Vice Presidente: al santuario è stato tra l’altro nominato da Monsignor Antonio Cantisani, responsabile del procedimento amministrativo della legge 270 per il Giubileo extra Lazio.
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