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I Madonnari l'hanno vista così...
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1626 - IL PRODIGIO
DEL QUADRO |
Nel 1625, in Sicilia era
scoppiata la peste facendo innumerevoli vittime (solo a Palermo perirono
22000 persone): anche la Calabria era in apprensione. Oltre alla minaccia
della peste, ecco presentarsi un’altra calamità: il terribile
terremoto del 1626. Fonte: Mons. Giuseppe Pullano – La Madre dei miracoli
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1753 - L’APPARIZIONE
IN SOGNO AL BRIGANTE PIETRO GATTO |
Nel 1753, nella contrada
denominata “Croce”, in territorio di Gimigliano, viveva un
giovane di nome Pietro Gatto che, come scrive il Lamannis, “incolpato
di leggieri delitti, se ne viveva guardingo per non cadere in mano della
giustizia”.
Una notte, mentre egli era immerso nel sonno, vide la Vergine Santa. La Madonna gli parlò “e gli fece sentire essere sua volontà ch’egli erigesse una piccola cappelluccia, volgarmente detta Cona, colla sua Immagine, consimile al Quadro esistente nella chiesa di Gimigliano, nel luogo detto “Porto” sopra quel promontorio di pietra che gli indicò e dove, scorrendo il fiume, le andava da vicino ad urtare” Fonte: Giuseppe Pullano – La Madre dei miracoli
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1753 – PIETRO
GATTO RIFERISCE DELLA VISIONE AI SACERDOTI |
Tra il timore e lo
stupore si svegliò il nostro giovane, con la mente ancora rapita
dalla visione luminosa della Bella Signora. Senza perder tempo risolvette
di andare subito in paese e raccontare ogni cosa all’arciprete del
tempo, d. Giovanni Santise. Narrò tutto con semplicità,
schiettezza e non senza commozione, e chiese consiglio circa quello che
avrebbe dovuto fare. I sacerdoti ascoltarono con interesse e l’Arciprete
che conosceva l’indole del giovane, non volle “prestar piena
credenza” e rispose, “pensa a ravvederti, a cambiar vita,
a fare una buona confessione: non è possibile che la Vergine sia
apparsa a te, che sei pieno di peccati”.
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1753 – PIETRO
GATTO COSTRUISCE LA CONA A PORTO NEL LUOGO INDICATO DALLA MADONNA |
Pietro Gatto, nonostante
l’incredulità dei sacerdoti, si recò a Porto e si
diede ad ammanire il materiale occorrente per la piccola costruzione e,
quando tutto fu pronto, avvisò il muratore Antonio Sacco per l’esecuzione
del lavoro. Venne il giorno fissato, ma il suddetto muratore non si fece
vedere; allora Pietro Gatto, impaziente di mettere in esecuzione l’ordine
della Madonna, cominciò a fabbricare con le sue stesse mani la
cappelluccia sullo scoglio indicato, nel mezzo di quel magnifico scenario
tanto sorriso dalla natura. Ma Pietro Gatto non era un muratore e la cappelluccia
riuscì molto irregolare ed imperfetta: ma che importa ciò?
Egli aveva fatto tutto quel che aveva saputo e potuto e la Madonna era
contenta.
Fonte: Giuseppe Pullano – La Madre dei miracoli
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1807 – IL QUADRO
VIENE TRAFUGATO DALLE TRUPPE NAPOLEONICHE |
Il 24 febbraio 1807,
i Francesi, dopo accanita lotta occuparono, saccheggiarono e incendiarono
Gimigliano. Un colonnello francese, probabilmente il Gouguet, entrato
in chiesa e vista l’immagine della Madonna di Costantinopoli, rimase
rapito dalla sua bellezza, e subito la fece togliere dalla sua cornice,
l’avvolse e la portò a Catanzaro. E’ facile immaginare
il dolore dei gimiglianesi che consideravano il Quadro come il pegno più
caro dei loro affetti: a tal riguardo lo storico D. Lamannis riferisce
che essi “piangevano più la perdita dell’immagine che
delle proprie sostanze”.
Fonte: Giuseppe Pullano – La Madre dei miracoli
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1807 – LA CONVERSIONE
DEL COLONELLO GOUGUET |
Alla sera, il citato
colonnello, stanco delle fatiche del giorno, si pose a letto, desideroso
soltanto di riposo; ma quale non fu la sua grande meraviglia e il suo
timore, quando spento il lume, vide all’improvviso illuminata la
sua stanza da una luce misteriosa che proveniva dall’immagine della
Vergine riposta nell’armadietto.
La meraviglia e il timore nell’animo del vecchio legionario si trasformò in un sentimento di devozione profonda. Alle prime luci dell’alba scrisse una lettera ai sacerdoti di Gimigliano, pregandoli di andar subito a Catanzaro per ricevere la Sacra Immagine della Madonna che egli intendeva restituire all’amore dei suoi figli.
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