Pubblichiamo un
estratto del decreto emanato dall'Arcivescovo Mons. Antonio Ciliberti,
disciplinante il futuro svolgimento delle feste religiose nella nostra
Arcidiocesi.
Dal "Decreto di attuazione delle norme
emanate dalla CEC sul ''giusto uso del danaro'' nella nostra Chiesa di
Catanzaro-Squillace"
Per le feste religiose
viene disposta la gradualità nei seguenti termini:
- a partire dal 1 gennaio 2005, in tutta l'Arcidiocesi è fatto
divieto di appendere soldi sulla statua o di attaccarli a nastri
pendenti: la raccolta può avvenire mediante l'uso delle cassette;
- dal 2007 (dopo tre anni durante i quali i fedeli verranno
preparati con opportuna catechesi) le processioni dovranno essere solo
manifestazioni spirituali di fede. Durante il loro ordinato svolgimento
non potranno più essere effettuate raccolte delle offerte, neppure
nelle apposite cassette.
Le processioni siano momento di preghiera e di testimonianza. Per questo
siano ben organizzate e guidate nella partecipazione orante -
comunitaria. A tale scopo è importante che ogni processione sia
misurata nel tempo, arrivando normalmente a non superare le due ore e
facendola svolgere per le vie principali del paese.
Le offerte vengono raccolte nella preparazione delle feste, visitando le
famiglie della parrocchia o nei locali di essa, da persone debitamente
autorizzate, e siano accompagnate possibilmente da ricevuta.
Nell'uno e nell'altro caso siano sempre due membri del Consiglio Affari
Economici ad annotare tutto.
Se, oltre i membri del CAEP, ci sono altri collaboratori nominati
esclusivamente per l'aspetto esterno delle celebrazioni, questi restano
in carica per il solo periodo della festa. L'aspetto liturgico-pastorale
ed organizzativo è sotto la responsabilità del Consiglio Pastorale
Parrocchiale, presieduto dal Parroco.
Sono severamente proibiti i cosiddetti "incanti".
Si presti attenzione ad essere in regola con la SIAE e le norme
contrattuali civili, anche per quanto riguarda le autorizzazioni per le
eventuali lotterie.
Per le feste patronali è doveroso fare in Curia, in occasione della
dovuta autorizzazione, un'offerta congrua per la carità in Diocesi, per
la vita di essa, specie per il Seminario.
C'è, così, offerto, in occasione della festa, un momento di comunione
con la Chiesa Diocesana, con i poveri, con le opere sociali.
Gli eventuali contributi ricevuti da Enti civili, come offerta per le
feste, siano evidenziati nel bilancio, ma non siano vincolanti per le
modalità celebrative della festa stessa.
Se il contributo delle amministrazioni si caratterizza non in denaro ma
in iniziative esterne (es. concerti, fuochi), si faccia attenzione,
nell'accettarlo, al decoro, agli eventuali sprechi e al rispetto del
carattere religioso della festa, che è preminente.
Ogni parrocchia e congrega, nell'organizzare la festa, sul bilancio
preventivo, accantoni dalle entrate, una adeguata quota per la
formazione, la cura degli edifici sacri e le necessità dei poveri. Tale
quota viene versata nella cassa parrocchiale ed è amministrata dal
Consiglio per gli Affari Economici. Può essere consentito di
accantonare per la prossima festa una quota non superiore al 10% del
residuo, ma sempre nella cassa dell'Ente Parrocchia.
Siano estinti, se ancora in atto, libretti bancari o postali intestati a
persone fisiche.
Sia reso sempre pubblico il bilancio della festa. I proventi, i residui
attivi o passivi sono voci parziali dell'unico bilancio annuale
dell'Ente Parrocchia.
Catanzaro, 25 febbraio
2004,
Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima.
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Antonio Ciliberti
Arcivescovo Metropolita